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PIETRA LIGURE INCONTRO TEMATICO “SENZA UN SENSO”

Non siamo capaci di ascoltare come loro“. Poche, ma profonde e sincere, le parole che alcuni bambini hanno saputo restituire in occasione dell’evento Senza un Senso, svoltosi nella Casa Vacanza di Pietra Ligure il 19 gennaio scorso. I 48 alunni e gli insegnanti della VA e VB dell’istituto milanese Vincenzo Cuoco di via Corridoni sono stati protagonisti di un incontro particolarmente significativo, reso possibile grazie alla partecipazione di quattro ragazzi affetti da gravi disabilità visive, alcuni dei quali facenti parte della Nazionale Italiana Calcio Non Vedenti, e di Sugar, veterano cane guida che al termine delle attività non si è sottratto alle numerose carezze e coccole a lui dedicate. L’incontro è stato occasione per condividere un’autentica avventura emotiva e conoscitiva attraverso la quale sono state proposte alcune situazioni quotidiane da affrontare in assenza della vista.

Dopo un breve momento introduttivo i conduttori hanno presentato la figura di Louis Braille, celebre inventore della scrittura per non vedenti e ipovedenti. Rigorosamente bendati, guidati dai comandi vocali dei conduttori, i bambini hanno svolto percorsi sensoriali in cui tatto, olfatto, udito e gusto si sono rivelati strumenti esplorativi più intensi e potenti di quanto precedentemente creduto. I bambini hanno quindi vissuto come una vera e propria scoperta il riconoscimento di alimenti e bevande possibile senza il ricorso alla vista. Alcuni hanno infatti ammesso: “A volte la vista ci confonde, spesso diciamo cose che non c’entrano con la vista, come: hai visto come è soffice? oppure: hai visto come è buono?”.

Partecipando inoltre a un gioco di conoscenza e a una breve partita di calcio con la palla sonora usata dagli atleti non vedenti i bambini si sono misurati con la difficoltà di coordinare movimenti rapidi e complessi ad occhi chiusi, apprezzando, in questo modo, come la vista abitua invece a eseguirli con naturalezza e immediatezza. Maturità e adattamento sono state due qualità dimostrate da tutti i partecipanti, che, rimanendo bendati per circa due ore, hanno compiuto percorsi articolati non senza difficoltà.

Durante la rielaborazione finale qualcuno di loro detto: “Nonostante mi sentissi intrappolato nel buio sono riuscito a vincere la tentazione di togliermi la benda”. Altri hanno riferito: “Mi sono sentito come in una scatola”. Ma anche: “Le voci delle persone non corrispondevano all’età che poi effettivamente avevano, mi ero fatta un’idea di loro completamente diversa”; e infine: “Sembra come se loro avessero un senso in più di noi”.

L’intensità dell’esperienza è stata tale che durante l’assaggio di alcune bibile una bambina, che non aveva mai bevuto il succo ACE perché ne riteneva il colore poco invitante, ha invece scoperto, forse inaspettatamente, un nuovo e gustoso sapore.

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